2013-09-02
Percorsi di secondo welfare - Newsletter 17 / 2013

Il “secondo welfare” coinvolge attori economici e sociali quali imprese, sindacati, fondazioni, assicurazioni, il terzo settore e gli enti locali, creando un sistema che si aggiunge e integra il “primo welfare”, di natura pubblica e obbligatoria. Il Laboratorio sul secondo welfare è stato pensato, sostenuto e realizzato in collaborazione con il Corriere della Sera e con l'aiuto di Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo, Fondazione con il Sud, ANIA e delle aziende KME e Luxottica. L'attività del laboratorio (ricerca, documentazione, disseminazione) è volta a individuare tendenze emergenti e "buone pratiche" e a promuovere così una riflessione strategica su un nuovo "mix" di politiche capace di rispondere efficacemente ai bisogni sociali nel rispetto dei vincoli di bilancio. 


PRIVATI

TERZO SETTORE
La valenza economica di solidarietà, non profit e partecipazione civica

L’ultimo numero della rivista Quaderni di Economia Sociale affronta il delicato tema della crisi del welfare prendendo in esame il crescente ruolo del terzo settore nella fornitura di servizi a carattere sociale. A partire dai risultati dell’ultimo censimento Istat relativo alle organizzazioni non profit, la rivista prende in esame funzioni, strumenti finanziari e politiche di investimento capaci di cambiare il volto dei nostri territori, e propone alcuni casi che dimostrano la concretezza e la bontà di quei progetti sviluppati in un’ottica di secondo welfare. Vi proponiamo di seguito una breve recensione della rivista, dove compaiono anche alcuni contributi curati dai ricercatori di Percorsi di secondo welfare.


GOVERNI LOCALI

PRIMO WELFARE

WORKING PAPER
Social minimum in the new welfare state: minimum income protection in Slovenia

Nel sesto working paper della collana 2WEL, “Social minimum in the new welfare state: minimum income protection in Slovenia”, viene tracciata una panoramica sugli schemi di reddito minimo nei Paesi Membri dell'UE, per poi arricchire l'analisi con un dettagliato studio sulla Slovenia. Facendo riferimento agli standard recentemente indicati dal Parlamento europeo, sono quindi stimati efficacia ed efficienza dello schema di reddito minimo sloveno (Denarna socialna pomoč) a seguito delle più recenti “activation reforms”. In aggiunta, si prende in esame l'interazione fra assistenza sociale e forme tradizionali di assicurazione sociale: in seguito a una graduale erosione di quest'ultime, in Slovenia la protezione del reddito minimo è di fatto divenuta l'ammortizzatore sociale di riferimento per un considerevole numero di disoccupati.


NEWS


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